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Dallo
stralcio del
decreto legge n. 70/2000 al protocollo d’intesa
Il
progetto del Decreto legge concernente le “Misure contro
l’Inflazione” approvato il 17 marzo dal Consiglio dei Ministri, poi
divenuto decreto legge 70/2000, conteneva una miniriforma che da un lato
congelava
per un anno gli
aumenti delle polizze RCA (che erano già stati programmati, con il
beneplacito dell’ISVAP e delle Assicurazioni, nella misura tra il 15 ed
il 30%, per coprire un passivo di circa 4.600 miliardi) e dall’altro
lato riversava sui
danneggiati il costo economico deflativo (a conti fatti ben superiore ai
4.600 miliardi). Emergeva chiaramente la volontà di introdurre, con
decreto una miniriforma permanente del risarcimento del danno alla
persona, al momento limitata alle c.d. micropermanenti, ma successivamente da estendere,
secondo le dichiarazioni del portavoce del Governo, a tutta la materia
della responsabilità civile da illecito. L’articolo 3 conteneva
l’enunciazione dei seguenti principi contrari agli articoli 2, 3 e 32
della Costituzione, ed alla norma fondamentale dell’art. 1 punto 8 del
Trattato di Amsterdam (in vigore da maggio 1999) che recepisce i diritti
umani all’interno della Costituzione dell’Unione Europea:
principio del
risarcimento non integrale del danno alla persona, se ritenuto
medicalmente “lieve”, secondo un punteggio medico legale da 1 a 9
punti.
principio della
totale svalutazione del danno morale: infatti esso era rapportato al 25%
(=1/4) del controvalore del danno biologico già risolto, come se si
trattasse esclusivamente di una pecunia doloris, a prescindere dalla
effettiva incidenza sulla psiche, sulla vita di relazione, sul fattore
estetico e sull’equilibrio esistenziale.
principio
(implicito) della esclusione del danno psicologico, posto che la
micropermanente a punto lo ingloba,
senza alcun ulteriore correttivo;
principio
esplicito della esclusione del danno esistenziale ed interrelazionale, non
medicalmente accertabile, come se la salute, protetta dall’art. 32
della Costituzione , non fosse un bene giuridico facente parte della
dinamica della vita, ma un bene statico, da tutelare nella misura di una
valutazione istantanea e senza proiezioni sul futuro (= esclusione delle
possibilità di aggravamento e del danno futuro biologico o patrimoniale);
principio
(implicito) della esclusione del danno patrimoniale futuro per la perdita
della capacità lavorativa specifica (ai livelli dal 5 al 9%);
principio della
determinazione autoritaria delle tabelle affidata ad organi ministeriali
con provvedimenti di natura amministrativa, ma vincolanti per il giudice e
per il giudicato (parte lesa), con una compressione in via amministrativa
della tutela della salute umana.
(Tutti
questi principi
sono stati bene evidenziati da una semplice lettura del testo, ovviamente
da parte del giurista che quotidianamente tratta la materia, mentre sono
rimasti per lo più ignoti all’opinione pubblica, che è rimasta
ammaliata ed interessata solo ai colpi di frusta ed alle frodi
assicurative …..Il Governo ha così
fissato i risarcimenti per le microinvalidità, quelle fino al 9%, come il
“colpo di frusta”. dall’articolo di Repubblica
“Rc auto si volta pagina pronto il piano del Governo”).
La
stampa nazionale censurò aspramente l’operazione riportando il parere
dei più autorevoli esperti italiani in danno alla persona e di noti
politici.
Le
associazioni dei consumatori si unirono alle associazioni forensi
nazionali e degli esperti di settore per contestare il decreto legge.
Numerose
eccezioni di incostituzionalità sono state sollevate, tra le piu’
famose e pubblicate quelle del Giudice di Pace di Roma, del Tribunale di
Genova e del Tribunale di Firenze.
A
seguito dello stralcio operato sul decreto legge 70/2000, sostanzialmente
bocciato dalle competenti commissioni parlamentari, il Governo ha
presentato il giorno seguente un altro disegno di legge,
il 6994, questa la
relazione introduttiva : “ Il presente disegno di legge è composto da
due articoli che sono stati stralciati dal decreto-legge 28 marzo 2000, n.
70, recante disposizioni urgenti per il contenimento delle spinte
inflazionistiche e recano alcune modifiche, apportate a seguito delle
osservazioni emerse nel corso dell'esame nelle competenti Commissioni
della Camera dei deputati.
L'articolo
1 disciplina la misura dei risarcimenti per le menomazioni cosiddette
"micropermanenti", cioè le invalidità comprese tra 1 e 9 punti
di invalidità permanente; il risarcimento viene calcolato su un importo
pari alla cifra ottenuta moltiplicando il valore del punto percentuale di
invalidità per il coefficiente moltiplicatore e riducendo l'importo così
ottenuto al crescere dell'età del soggetto; il valore del punto è
infatti decrescente al crescere dell'età del soggetto danneggiato, in
base ad un fattore di riduzione (coefficiente demoltiplicativo) fatto pari
a 0,5 per cento per ciascun anno di età. L'allegato A
annesso alla legge riporta la tabella di determinazione del valore del
punto percentuale di invalidità, con coefficienti incrementali rispetto
ad un valore iniziale di un milione e duecentomila.
Riepilogando, il valore del punto è quindi funzione crescente della
percentuale di invalidità, ossia aumenta con l'aumentare dei postumi
permanenti accertati. La crescita del valore del punto dovrà inoltre
essere più che proporzionale rispetto all'aumento percentuale assegnato
ai postumi, in base alla considerazione, di carattere medico-scientifico,
secondo la quale al crescere della percentuale di invalidità i postumi
che ciascun punto percentuale aggiuntivo riflette sono di peso crescente
poiché vanno ad incidere su di un quadro clinico maggiormente
compromesso. Il valore del punto è funzione decrescente dell'età del
soggetto leso, cioè decresce con l'avanzare dell'età del danneggiato, in
base alla considerazione di ordine scientifico, secondo la quale
l'incidenza della menomazione sulle funzioni vitali e sociali del leso è
tanto più grave quanto più è giovane la sua età, considerato il
maggior periodo di tempo per il quale dovrà sopportare l'onere della
menomazione della propria integrità psicofisica.
L'articolo in esame ripropone il testo dell'articolo 3, comma 1, del
decreto-legge 28 marzo 2000, n. 70, con gli emendamenti apportati dal
Governo che recepiscono alcune osservazioni parlamentari emerse nel corso
dell'esame del suddetto decreto nelle Commissioni V e VI riunite della
Camera dei deputati. In proposito si fa presente che in sede di
Commissione è stato chiesto di portare a lire settantamila l'importo
liquidato a titolo di danno biologico temporaneo per ogni giorno di
invalidità assoluta, stabilito invece dal presente articolo in lire
cinquantamila.
E' previsto, infine, dall'ultimo comma dell'articolo 1 l'adeguamento
annuale degli importi in questione sulla base dell'indice nazionale dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati pubblicato
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT).
All’Assemblea
annuale dell’Ania tenutasi a Roma a Palazzo Brancaccio il 17 maggio 2000
le compagnie di assicurazioni hanno insistito con il Ministro Letta
richiedendo allo stesso con vigore di introdurre al più presto norme
chiare e complete sul risarcimento del danno alla persona; far decollare
il Piano nazionale sulla sicurezza stradale, arenato da due anni al
ministero dei Lavori pubblici; migliorare la lotta alle frodi
assicurative, anche attraverso l’utilizzo dello specifico know-how
sviluppato dalle imprese. Infine, con la mediazione delle istituzioni,
giungere ad un accordo con i produttori per contenere il costo dei pezzi
di ricambio, e promuovere tra le compagnie un consorzio di rischi tarati,
una “bad company” virtuale che riunisca i cattivi guidatori posizionati
nelle ultime classi di malus,
cinque tappe proposte da Alfonso Desiata, presidente dell’Ania (Associazione
tra le imprese assicuratrici) per riequilibrare in fretta i dichiarati
conti dissestati del ramo Rc-auto: 3.300 miliardi di lire di perdite
tecniche registrate nello scorso anno, contro i 2.850 miliardi del ’98.
Cinque tappe per intervenire sulle cause strutturali che incidono sulla
redditività del ramo Rc-auto, da percorrere anche aderendo al tavolo
permanente di consultazione proposto in materia dal ministro
dell’Industria Enrico Letta in quella sede. In replica alle parole del
presidente Ania, Letta ha però preferito non raccogliere la “tabella di
marcia” di Desiata, limitandosi a ricordare all’assemblea delle
imprese che la crescita delle tariffe può essere spiegata solo in parte
dalla precedente compressione per legge e dalla crescita esponenziale dei
risarcimenti per danno biologico, anche a causa delle disparità
“geografiche” con cui la magistratura li ha finora definiti. In altre
parole, più risarcimenti non possono voler dire maggiori premi, anche
perché le imprese non hanno finora percorso tutte le strade alternative,
preferendo insistere sulle rendite di posizione e sullo sviluppo del
contenzioso.
Il
decreto antinflazione, ha concluso Letta, «sarebbe stato meglio
approvarlo così com’era», ma ha comunque rassicurato gli assicuratori
presenti all’assemblea che il ddl sul danno biologico «rappresenta una
delle vere, poche priorità di carattere normativo» dell’attuale
Governo ed ha promesso alle Imprese di assicurazioni di istituire una
“corsia preferenziale” per l’approvazione del presentato Ddl. 6994.
Non molto, ma abbastanza per l’Ania, che nei risarcimenti delle
microlesioni vede una delle poche voci in perdita di un bilancio ’99
quasi tutto positivo: premi complessivi ad oltre 126mila miliardi di lire
(+ 16,2%), premi vita ad oltre 71mila miliardi, e un utile di esercizio di
3.463 miliardi, superiore a quello ’98 sia in termini assoluti (2.287
miliardi) che percentuali (+2,3%). Un utile che va iscritto per 3.289
miliardi ai rami vita, e per soli 174 miliardi a quelli danni.
Il
6 giugno 2000 è partito al Ministero dell’Industria il tavolo di
concertazione tra Governo, Ania, Isvap e Associazioni dei consumatori per
un globale approfondimento sui problemi della RC Auto: ''un metodo di
concertazione che consenta non solo di analizzare i problemi, ma anche di
individuare concrete soluzioni''. Lo ha detto il Ministro dell'Industria
Enrico Letta concludendo il convegno ''il consumatore ed i servizi
assicurativi verso nuove forme di tutela'' promosso dal Consiglio
Nazionale dei Consumatori e degli Utenti ( La legge 30 luglio 1998, n°
281 "Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti"
pubblicata sulla G.U. n°189 del 14 agosto 1998 ha istituito
presso il Ministero
dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, il Consiglio Nazionale
dei consumatori e degli utenti) ed al quale hanno partecipato anche i
Presidenti dell'ANIA, Alfonso Desiata, dell'ISVAP, Giovanni Manghetti,
della Commissione Finanze della Camera Giorgio Benvenuto e della
Commissione Industria del Senato Leonardo Caponi. Il tavolo di
concertazione, che sara' coordinato dal sottosegretario all'Industria
Cesare De Piccoli, ''dovrà' avere un orizzonte - ha osservato Enrico
Letta - a 360 gradi, individuare soluzioni e alleanze anche per far
crescere, nell'interesse di tutto il paese, il mondo della previdenza
complementare. Oggi e' asfittica, fatta solo da fondi chiusi il che e' un
danno per tutti e un modo per non fare evolvere il nostro sistema
finanziario''
Alla
riunione del CNCU promossa alla Sala Ripetta di Roma il 7 giugno 2000 si
è poi invocato il giudizio dell’Antitrust in tema di R.C.- Auto.
“Dopo nove mesi dall’avvio dell’istruttoria è giunto il momento di
mettere la parola fine al lavoro svolto, dicendo se le assicurazioni sono
o no colpevoli. E lo dica senza sottintesi”
puntualizzò in quella sede
Benvenuto affermando
che si doveva uscire dalla situazione di incertezza che coinvolgeva
Governo e Parlamento. Un attacco pienamente condiviso da Letta che
aggiunse : “C’è bisogno che anche l’Antitrust giochi un ruolo in
questa vicenda e sia completamente conseguente alle sue responsabilità. E
visto che è uno dei soggetti in causa — ha sostenuto ancora il ministro
— ci aspettiamo che faccia la sua parte”.
La
tavola rotonda organizzata dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli
utenti con la partecipazione di tutti i soggetti interessati agli
argomenti, come le compagnie di assicurazione, l’Istituto per la
vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap) e
i rappresentanti delle associazioni dei consumatori è stata l’occasione
per discutere ampiamente su tutti i problemi legati alle tariffe Rc auto.
Sotto esame i contenuti del decreto legge antinflazione che ha bloccato
per un anno le tariffe, le norme in discussione alla Camera e al Senato
nonché un nutrito pacchetto di strategie da delineare e concretizzare.
Un
programma che prese il via il giorno 9 giugno 2000 in occasione della
prima riunione del tavolo di concertazione sull’Rc auto fra il Governo,
rappresentato dal sottosegretario Cesare De Piccoli, le compagnie di
assicurazioni rappresentate dall’Ania , le Associazioni dei consumatori
aderenti al Cncu rappresentate dai delegati per il settore assicurativo,
il Presidente dell’Adiconsum Paolo Landi ed il coordinatore del settore
assicurativo Fabrizio Premuti e l’Isvap. Il sottosegretario
spiegò che partiva un
lavoro tecnico-istruttorio con l’obiettivo di produrre un documento di
base entro la fine di luglio. Tra i temi definiti oggetto della
discussione anche e soprattutto la riforma del danno biologico. Venne
inteso di concludere e arrivare ad un documento di base di cui
De Piccoli spiegò le
strategie: «dovrà
fissare le strategie sul settore, ovvero come, a livello di volontà
politica e delle componenti del settore, imprese e consumatori, imprese e
consumatori, si intenda aggredire queste questioni per restituire un
carattere virtuoso a questo sistema. A quel punto verificheremo il grado
di reale convergenza e il Governo dichiarerà la sua volontà politica con
i provvedimenti da attuare». Nel frattempo il Tavolo di concertazione è
stato oggetto di una pioggia di richieste e di critiche. Il 6 giugno 2000
l’Adusbef, l'associazione specializzata nel settore bancario ed
assicurativo, diffuse il 6 giugno un comunicato con cui scriveva: “pur
essendo iscritta al CNCU, non sederà al tavolo di concertazione,
istituito dal ministero dell'Industria con l'ANIA, per non legittimare le
continue malefatte delle imprese assicurative che hanno letteralmente
saccheggiato, dalla liberalizzazione tariffaria, i bilanci delle famiglie.
Adusbef rammenta che le tariffe assicurative obbligatorie RC Auto, dal 1
luglio 1994 (data della liberalizzazione) ad oggi, sono aumentate in media
del 93,1 per cento, a fronte di un incremento dell'inflazione pari al 23,4
per cento; mentre nella classe d'ingresso le compagnie hanno effettuato
aumenti pari al 220 per cento a Roma, del 330 per cento a Napoli. e
scriveva ancora: “ Per rispetto verso gli utenti ed i cittadini, non
potremo sedere al tavolo dove sarà presente il presidente dell'Ania, il
quale, per legittimare la protervia delle compagnie agli arbitrari
aumenti, affermava - in una intervista a Repubblica - che il continuo
salasso degli aumenti aveva un'incidenza irrisoria sull'inflazione, con un
impatto pari allo 0,03 per cento, quando la stessa Istat, per bocca del
direttore Giovannini, ha accertato che: "nella graduatoria delle voci
maggiormente dinamiche in termini tendenziali, ad aprile 2000, compaiono i
servizi assicurativi (+13,7 per cento, nonostante la diminuzione
congiunturale tra marzo ed aprile indotta dai provvedimenti
governativi" (blocco RC Auto). Si leggeva ancora nel comunicato
stampa diffuso dall’Adusbef: “L'odierno convegno del CNCU sulle
assicurazioni, organizzato in maniera "bulgara", in modo da non
far emergere il dissenso (ad Adusbef è stato perfino impedito di prendere
per pochi secondi la parola, fatto gravissimo che non accadeva nemmeno
nella Russia di Stalin), oltre ad essere uno spreco di pubblico denaro, è
stato (salvo la lodevole eccezione del Senatore Caponi) un controcanto
alle Compagnie. Su tale gravissima vicenda, Adusbef si riserva di assumere
tutte quelle iniziative idonee a difendere la democrazia, pesantemente
minacciata da un Governo abusivo, che non ha alcuna legittimità popolare
e dai suoi fedeli servi sciocchi.”
Il
quotidiano finanziario Milano Finanza intanto in un articolo pubblicato il
20 giugno 2000 sull’accoglienza tiepida in borsa della società
assicuratrice Unipol riportava
trascritto nel sottotitolo dell’articolo “Buone le prospettive del
Gruppo Unipol se sarà approvata la legge sul danno biologico” e
nell’articolo si leggeva: “la limitazione del costo sinistri grazie ad
un sistema di liquidazione del danno biologico potrà infatti consentire
un vero e proprio contenimento dei costi che gioverà sicuramente al
gruppo”; ovviamente il sistema citato di liquidazione si riferiva ad una
limitazione per legge dei risarcimenti effettuati.
Analoga “notizia
spia” sul possibile aumento della redditività dei titoli azionari
legati al comparto assicurativo in virtù della imminente approvazione
della legge sul danno biologico veniva riportata dai periodici mensili di
finanza e risparmio.
''Bisogna
raddrizzare questa liberalizzazione a meta', che finora ha fatto solo
danni, danni ai consumatori ma anche alle compagnie, visto che il settore
e' in crisi''. Lo affermò il 2 agosto 2000 il ministro dell'Industria,
Enrico Letta, in un'intervista a 'La Stampa', a proposito della multa
inflitta dall'Antitrust alle compagnie di assicurazione. Spetta al
Parlamento - dice il ministro - approvare quanto prima la riforma del
settore. ''In febbraio - ricorda Letta -, assieme al blocco delle tariffe,
abbiamo deciso di affrontare il problema in modo strutturale con un
decreto legge che stabiliva una serie di misure. Alcune di queste, come la
riforma della disdetta dei contratti, che aumenta la trasparenza, e
l'obbligo delle polizze con franchigia, che porta più concorrenza, sono
già state convertite dal Parlamento. Su altri temi il Parlamento ha
deciso lo stralcio e sta andando avanti nell'esame: sono la
regolamentazione a livello nazionale delle cosiddette 'lesioni
micropermanenti del danno biologico', i maggiori poteri dell'Isvap, e la
creazione di una banca dati per incrociare le informazioni che - specie in
alcune parti del Paese - e' l'unico modo per evitare le frodi''. Il
Parlamento - prosegue Letta - puo' concludere ''in modo positivo il suo
esame. Può farlo agevolmente per fine legislatura, anzi addirittura in
autunno. In questo modo avremo quella meta' della liberalizzazione che
ancora manca''.
Un
evento eccezionale rimasto in modo inaudito senza risultati al riguardo:
vista l’importanza del tema trattato al tavolo di concertazione ANM
Associazione Nazionale Magistrati e OUA Organismo Unitario
dell’Avvocatura che aveva costituito una commissione di esperti sul
danno biologico venuti a conoscenza della istituzione del tavolo con
oggetto di discussione la riforma del danno biologico e la riduzione del
contenzioso sottopongono congiuntamente e formalmente con lettera del 4
luglio 2000 sottoscritta dal Presidente della ANM Dott. Giuseppe Gennaro e
dal Presidente dell’OUA Avv.
Cesare Piazza, inoltrata sia al Ministro della Giustizia Fassino sia al
Ministro dell’Industria Letta l’opportunità di una immediata
ammissione di propri esponenti al tavolo di concertazione istituito presso
il Ministero dell’Industria al fine di apportare un contributo
qualificato in relazione ai temi oggetto di discussione ritenendo
imprescindibile la partecipazione al gruppo di lavoro di esponenti della
magistratura e della avvocatura.
Nessun
riscontro e nessuna risposta per cui avvocati e magistrati e quindi
esperti giuristi vengono tagliati fuori dalla stanza dei bottoni, dal tavolo
delle decisioni.
Stessa
proposta farà piu’ tardi l’Associazione Medico-Giuridica Melchiorre
Gioia a seguito del suo ottimo lavoro di studio, di ricerca e di proposta
sul tema della riforma.
Qualunque
richiesta di apporti di contributi giuridici autorevoli e qualificati
rimane senza esito e riscontro e il tavolo continua ad andare avanti
quindi “inaudita altera parte”.
Il
6 ottobre il sottosegretario all’Industria De Piccoli in un’intervista
al quotidiano “Il Messaggero” rivela a proposito della diffusa notizia
della corsa dei premi assicurativi cresciuta del 9.2% che i lavori del
tavolo di concertazione stanno per concludersi e che una parte delle
questioni aperte sono state inserite sul provvedimento sul danno biologico
e afferma:
“ Lo dicevo che prima del 30 aprile servono fatti nuovi e al Senato, nel
collegato alla finanziaria, sono state già approvate le norme sulla
trasparenza e l’informazione agli assicurati oltre al potenziamento
della banca dati per il monitoraggio del settore . In questo stesso
provvedimento, in lettura alla Camera abbiamo inserito anche le norme sul
danno biologico e i micro-risarcimenti entro fine anno possiamo “portare
a casa” anche questo risultato”.
In
data 25.10.2000 è stato siglato un protocollo d’intesa per la riforma
del settore rc-auto formulato in dieci punti, tra cui spicca al primo
punto il risarcimento del danno alla persona:
1. RISARCIMENTO DEL
DANNO ALLA PERSONA
Danni
alla persona per lesioni di lieve entità
Disciplina
organica del danno alla persona
Obbligo
di offerta per i danni alle persone
Danni
alla persona per lesioni di lieve entità
Si
conviene sull’urgenza di una rapida approvazione delle proposte di legge
sul danno alla persona e sulle lesioni di lieve entità, sulle positive
conseguenze della stessa sul piano della equità risarcitoria e di
abbattimento dell’elevato contenzioso giudiziario in atto nei Tribunali
La
definizione di precisi criteri e valori contribuisce a rendere più rapidi
i risarcimenti e a ridurre le procedure giudiziarie
Per
le lesioni di lieve entità si fa riferimento alle norme di legge
presentate dal Governo all’art. 5 del DDL sulla regolazione dei mercati
(A.C. 7115) ed alle esperienze giurisprudenziali rispetto al quale le
parti convengono sull’urgenza di una rapida approvazione da parte del
Parlamento e si impegnano ad attivarsi a questo fine nell’ambito dei
rispettivi ruoli.
Questo
intervento normativo, relativo alle c.d. micropermanenti, costituisce un
primo ed importante passo per la regolamentazione del danno biologico che,
comunque, va affrontata nella sua interezza per una disciplina organica
dell’intera materia.
Disciplina
organica del danno alla persona
Le
parti concordano sulla costituzione di un gruppo ad hoc composta da
esperti in materia di danno alla salute e da un rappresentante
dell’ISVAP, coordinato da un rappresentante del Ministero
dell’Industria, al quale saranno invitati a partecipare i soggetti
interessati alla materia.
Il
gruppo valuterà i vari studi oggi realizzati sul danno biologico e
provvederà entro due mesi a formulare una proposta emendativa al DDL
"Nuova disciplina in tema di danno alla persona" (A.S. 4093) che
preveda:
-
tabella unica nazionale che dovrà fissare i valori economici dei punti di
invalidità così come previsto dal disegno di legge del Governo.
i necessari
raccordi tra la disciplina specifica per le lesioni di lieve entità e la
disciplina sull’intera materia del danno alla persona.
****
Le
norme presentate come “concertate” all’interno del tavolo
ministeriale e presentate agli organi di stampa come un risultato
dell’ultima ora erano
già in state in precedenza da
tempo trasformate dal Governo nell’emendamento 5.19 al testo della Legge
Finanziaria C.7115 proposta dal Governo ed erano già state poste nel mese
di Luglio 2000 all’attenzione delle Commissioni VI e X della Camera; in
data 20 luglio 2000 infatti il sottosegretario De Piccoli in sede
referente a proposito delle norme proposte per la riforma del danno alla
persona fece presente
che l'emendamento 5.19 del Governo teneva conto
delle risultanze del dibattito svoltosi prima presso la VI Commissione e
quindi in Assemblea in occasione dell'esame del disegno di legge di
conversione del decreto legge n. 70 del 2000. In particolare
sull’'ipotesi di riformulazione del subemendamento 0.5.19.5, affermava:
“la proposta costituisce
un punto di equilibrio già individuato in quella sede.” In data 27
luglio 2000 alla seduta della X Commissione si decise in ordine alla
riforma del danno alla persona in Italia, dimenticando la pendenza dei
disegni di legge e trasformando il risarcimento in indennizzo; a nulla
sono valse le contestazioni di alcuni parlamentari sull’ammissibilità
dell’emendamento 5.19 del Governo, il Sottosegretario De Piccoli
raccomandò l’approvazione dei subemendamenti 0.5.19.9 e 0.5.19.10 sulle
riduzioni dei risarcimenti a titolo di danno biologico e la Commissione
dopo succinto dibattito e distinte votazioni ha approvato l’emendamento
5.19 del Governo con i due subemendamenti proposti.
Al disegno di legge AC 7115
presentato dal Governo nel collegato
alla Legge
Finanziaria presentato il 14 giugno 2000 TITOLO I “ Regolazione dei
Mercati” capo
I “Interventi nel settore assicurativo” all’Art. 5 le parti presenti
al tavolo di concertazione hanno convenuto sull’urgenza di un rapido
dibattito ed approvazione da parte del Parlamento e di attivarsi a questo
fine nell’ambito dei rispettivi ruoli per cui hanno approvato
l’inserimento con un emendamento dopo la parola “documenti
Integrativi” l’aggiunta dei seguenti articoli.
1
bis: Il risarcimento dei danni alla persona di lieve entità, derivanti
dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti definito secondo i
parametri di cui alle successive lettere, derivanti da fatto illecito
avvenuto dopo la data di entrata in vigore della presente legge è
effettuata secondo i criteri e le misure seguenti:
a titolo di
danno biologico permanente è liquidato per i postumi da lesioni pari o
inferiori a l - 9 per cento un importo crescente in misura più che
proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità; tale
importo è calcolato in relazione a ciascun punto percentuale di invalidità;
tale importo è calcolato in base all’applicazione a ciascun punto
percentuale di invalidità del relativo coefficiente di cui all’allegato
A. l’importo così determinato si riduce col crescere dell’età del
soggetto in ragione dello 0.5 % per cento per ogni anno di età. Il valore
del primo punto è pari al valore di lire 1.200.000;
a titolo di
danno biologico temporaneo è liquidato un importo di lire cinquantamila
(*) per
ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea
inferiore a 100 per cento la liquidazione avviene in misura corrispondente
alla percentuale di inabilità riconosciuta
per ciascun giorno;
A titolo di
danno non patrimoniale , nei casi in cui questo è risarcibile ai sensi
dell’articolo 2059 del codice civile , è liquidato un importo non
superiore al 25 per cento dell’importo liquidato a titolo di danno
biologico.
1
ter agli
effetti di cui al comma 1-bis per danno biologico si intende la lesione
all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento
medico legale. Il danno biologico è risarcibile indipendentemente dalla
sua incidenza sulla capacità di produzione di reddito del danneggiato.
1-quater
Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale e con il Ministro dell’Industria, del
commercio e dell’artigianato si provvede alla determinazione di punti di
invalidità permanente.
1-quinquies
Gli importi indicati nel comma 1-bis, lettere a) e b) sono aggiornati
annualmente con decreto del Ministro dell’Industria, del commercio e
dell’artigianato in relazione all’indice dei prezzi al consumo per
famiglie di operai ed impiegati (PIO) , pubblicato dall’Istituto
nazionale di statistica (Istat)
Il testo di questi articoli
è quello dell’emendamento 5.19 sottoposto dal Governo per
l’approvazione alla X commissione della Camera dei Deputati.
(*) L’importo in sede di
commissione verrà aumentato a lire 70.000.
Le parti
assise al tavolo hanno convenuto di affidare ad un gruppo di esperti in
materia di danno alla salute (Prof. Francesco Busnelli e Dott. Marino
Bargagna , il Dott. Giuseppe Marceca ed
il Sig. Fabrizio Premuti di valutare i vari studi realizzati in merito e
di provvedere entro il 28.2.2001 a formulare una proposta di Tabella unica
nazionale che dovrà fissare i valori economici dei punti di invalidità
così come previsto dal disegno di legge del Governo – l’elaborazione
di criteri medico-legali per la valutazione medica delle lesioni fisiche
in riferimento ai danni di lieve entità (fino a 9% di invalidità) che
per gli altri danni. – I necessari raccordi tra la disciplina specifica
per le lesioni di lieve entità e la disciplina sull’intera materia del
danno alla persona. – le
indicazioni fornite dal gruppo d’esperti saranno poi sottoposte al
tavolo di concertazione e successivamente proposte al Parlamento per
l’approvazione.
In data 7
novembre 2000 la II Commissione Giustizia dichiarava il proprio parere
favorevole.
In data 10
novembre 2000 il relatore della VI Commissione della Camera esprimeva
parere favorevole.
Il Sole24ore
di Lunedì 13 novembre 2000 nella parte riservata a “mercati –
previsioni” riferiva
che nel 2001 i risultati delle compagnie di assicurazioni dovrebbero
beneficiare di un turnaround dei rami danni e che il varo della legge sul
danno biologico (principale responsabile della lievitazione dei sinistri e
degli aumenti tariffari) potrebbe avere un effetto positivo teorico del
15% sugli utili del settore.
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