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Atti
giudiziari |
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Tracce
dell'esame da avvocato 1999 |
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Atto in materia di diritto
privato
(3°giorno)
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Il
complesso condominiale Alfa è proprietario di un vasto comprensorio,
nel cui contesto le numerose ville residenziali sono collegate tra loro
con una vasta rete stradale.
Essendo sorta la necessità di compiere lavori di manutenzione della
detta rete stradale, il condominio concede in appalto alla ditta Beta
l’esecuzione dei predetti lavori.
Nel caso dei lavori stessi, sotto il peso di una ruspa, si determina un
cedimento che causa un forte avvallamento del terreno.
Tizio, procedendo di notte, in bicicletta, cade, per effetto
dell’indicato avvallamento non segnalato e riporta lesioni personali
giudicate guaribili in 90 giorni.
Tizio si reca da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l’atto giudicato più
opportuno.
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Atto in materia di diritto
amministrativo
(3°giorno)
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Tizio, laureato in pedagogia
propone domanda per l’ammissione all’albo professionale degli psicologi,
ai sensi dell’art. 33 L. 18/02/89 n. 56. A sostegno della domanda da lui
proposta presenta, tra l’altro documentazione attestante la sua nomina –
per il periodo 1990/1998 – ad operatore psicopedagogico presso la scuola
pubblica Alfa.
La commissione d’esame – costituita ai sensi dell’art. 33, comma 1 della
citata legge 18/02/89 n. 56 – emette provvedimento negativo e, nella
motivazione, sostiene che: a) Tizio non ha dimostrato il possesso dei
requisiti di cui all’art. 33 lett. C) legge sopra citata; b) il
riconoscimento del possesso dei requisiti di legge presuppone con accertamento
tecnico da parte della Commissione, accertamento che, nella fattispecie, ha
condotto a escludere il possesso, da parte di Tizio dei requisiti di legge.
Tizio si reca da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, redige l’atto più idoneo.
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Atto in materia di diritto penale
(3°giorno)
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Tizia, nel
gennaio del 1998, viene percossa e ingiuriata dal marito Caio e,
conseguentemente abbandona il tetto coniugale.
Malgrado ripetuti tentativi di rinvenire un alloggio, Tizia, non riesce a
trovare una nuova sistemazione abitativa ed è costretta, nel gennaio
dell’anno successivo, a fare ritorno nella casa coniugale.
La sera stessa del suo rientro a casa, Tizia viene nuovamente sottoposta a
ingiurie e percosse. Avendo Tizia presentato denunzia per i fatti sopra
esposti, Caio viene tratto a giudizio – per rispondere del delitto di cui
all’art. 572 c.p. – e, all’esito del dibattimento viene condannato,
concesse le attenuanti generiche, alla pena di anni 1 di reclusione con i
benefici di legge.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto più
opportuno.
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